12/07/2019

INTERESSI DOVUTI PER RITARDATO RIMBORSO DEL CREDITO IVA

Gli interessi dovuti sul rimborso Iva pagato in ritardo per cause non imputabili al contribuente devono essere corrisposti nella misura prevista dalla normativa nazionale. Il termine per il decorso degli interessi, per i rimborsi erogati fino al 31 dicembre 2014, è di sessanta giorni dalla richiesta fatta all’ufficio ovvero al concessionario della riscossione.

Questo è quanto hanno stabilito due recenti sentenze, la n. 20115 del 30 luglio 2018 e la n. 28333 del 7 novembre 2018.

Con la prima sentenza (20155/18) i giudici di legittimità si sono occupati del caso (cui si applicava, ratione temporis, la normativa anteriore alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 175 del 2014, art. 14, comma 1, che ha riformulato la L. n. 413 del 1991, art. 78, comma 3, lett. A) di una società che aveva chiesto il rimborso iva infrannuale all’Agenzia delle Entrate la quale successivamente aveva dato ordine di pagamento del concessionario della riscossione.

La contestazione riguardava l’ammontare degli interessi da corrispondere per il ritardato pagamento e la decorrenza del termine a quo. La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto le doglianze della società contribuente che lamentava come gli interessi moratori per il ritardato pagamento degli interessi avrebbero dovuto decorrere dalla data di presentazione dell’istanza ex art. 38 bis DPR 633/72.

La Suprema Corte ha così ricostruito la normativa sul punto:

  • in tema di rimborso Iva, nel caso di ritardo nell’erogazione del rimborso infrannuale, il termine di decorrenza degli interessi moratori spettanti al contribuente ai sensi della n. 413 del 1991, art. 78, comma 33, e del D.M. n. 567 del 1993, art. 20 è di sessanta giorni dalla richiesta del contribuente al concessionario ovvero dalla disposizione dell’ufficio;
  • la n. 413 del 1991, istitutiva del conto fiscale, ha introdotto e disciplinato un sistema di erogazione dei rimborsi alternativo rispetto a quello stabilito in via generale, autorizzando il concessionario della riscossione, nella qualità di gestore del conto, ad erogare con celerità, mediante accredito bancario regolamentato dal D.M. n. 567 del 1993, art. 20 i rimborsi spettanti al contribuente per i crediti d’imposta o risultanti dalle dichiarazioni presentate;
  • il termine per la mora ex re per il ritardato rimborso è di sessanta giorni decorrenti dalla richiesta diretta del contribuente al concessionario, ovvero dalla disposizione dell’ufficio, in coerenza con i criteri direttivi enunciati dal legislatore nella n. 413 del 1991, art. 78, comma 33.

Con la seconda sentenza (28333/2018), che aveva invece ad oggetto l’esame della congruità degli interessi corrisposti ad una società per il ritardato rimborso di un credito IVA infrannuale, la Corte, dopo aver fatto proprie le argomentazioni della sentenza 20155/18, ha emesso il seguente principio di diritto: “in caso di ritardato rimborso di credito Iva, al creditore spettano gli interessi di mora fino al pagamento effettivo salvo che per il periodo complessivo massimo di giorni sessanta – termine funzionale all’assolvimento dei controlli e delle verifiche di spettanza dell’Amministrazione e ragionevole secondo i principi affermati dalla Corte di Giustizia (sentenza 12 maggio 2011, in C107/10, Enel Maritsa Iztok 3 AD) – che decorrono, ai sensi dell’art. 78, comma 33, lett. a, I. n. 491 del 1991, nel testo ratione temporis applicabile, anteriore alla modifica operata con il D.Lgs. n. 175 del 2014, dalla data della richiesta formulata direttamente al concessionario ovvero, in caso di richiesta rivolta all’ufficio finanziario, dalla comunicazione o disposizione di pagamento di quest’ultimo“.

Va detto per completezza che, a seguito della riforma dell’art. 78, comma 33, legge 491/1991 operata dal D. Lgs 175/14 (e quindi per i rimborsi erogati a partire dal 1 gennaio 2015) l’erogazione del rimborso è effettuata entro sessanta giorni sulla base di apposita richiesta, sottoscritta dal contribuente ed attestante il diritto al rimborso, ovvero entro 20 giorni dalla ricezione di apposita comunicazione dell’ufficio competente e contestualmente all’erogazione del rimborso sono liquidati ed erogati gli interessi nella misura determinata dalle specifiche leggi in materia.

Viene così disciplinata in maniera diversa, quanto al computo del dies a quo per il decorso degli interessi da ritardato rimborso, l’ipotesi in cui il rimborso sia richiesto in modalità ordinaria all’Ufficio da quella in cui sia richiesto al Concessionario della Riscossione.