13/10/2015

È legge il rientro dei capitali

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2014 è stata pubblicata la LEGGE N. 186 DEL 15 DICEMBRE 2014, recante “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio”.
Si tratta della c.d. voluntary disclosure.

Obiettivo della voluntary disclosure è far rientrare in Italia tutte le somme trasferite all’estero in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale (D.L. 167/90).

La finalità della normativa sul monitoraggio fiscale è quella, appunto, di monitorare il trasferimento e la detenzione di capitali e ricchezze detenute fuori dallo Stato italiano, per evitare che materia imponibile, da assoggettare a tassazione nel territorio sia mantenuta all’estero in assoluta evasione d’imposta.

Tale controllo sul trasferimento e la detenzione di capitali e ricchezze all’estero avviene tramite la compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi da parte delle persone fisiche, dagli enti non commerciali e dalle società semplici ed equiparate ex art. 5 TUIR, residenti in Italia, nonché dai soggetti titolari effettivi dell’investimento (art. 1, comma 2, lettera u), D.Lgs. n. 231/2007), che detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziarie a titolo di proprietà o di altro diritto reale indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione.

Nel momento in cui si ravvisa la violazione delle norme sul monitoraggio ossia la mancata e non corretta compilazione del quadro RW, il sistema normativo interno prevede una serie di sanzioni, diverse a seconda delle concrete fattispecie in esame (art. 5 D.L. 167/60). Per tali violazioni, le sanzioni previste variano dal 3% al 15% dell’ammontare degli importi non dichiarati. Per gli investimenti o le attività estere detenute negli Stati a regime fiscale privilegiato (paesi c.d. black list), le sanzioni sono doppie e vanno dal 6% al 30%.

La procedura di voluntary disclosure determina, a seguito di un’indicazione spontanea da parte del contribuente alla Agenzia delle Entrate, di tutti gli investimenti e di tutte le attività finanziarie detenute all’estero in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale, l’emissione di un avviso a seguito del quale il contribuente verserà (in unica soluzione ovvero, su richiesta dell’autore della violazione, in tre rate mensili di pari importo) il totale delle imposte dovute (secondo una modalità di calcolo analitica) e le sanzioni in violazione del quadro RW ridotte in misura pari alla metà del minimo edittale, qualora ricorrano alternativamente una delle tre fattispecie di seguito riportate:
a) se le attività vengono trasferite in Italia o in Stati membri dell’UE o dello SEE che consentono un effettivo scambio di informazioni con l’Italia;
b) se le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute;
c) se l’autore delle violazioni rilascia all’intermediario finanziario estero, presso cui le attività sono detenute l’autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria e allega copia di tale autorizzazione, controfirmata dall’intermediario finanziario estero, alla richiesta di collaborazione volontaria.

Il legislatore ha chiaramente voluto premiare la collaborazione spontanea del contribuente autore della violazione con la sanzione ridotta al 1,5% ovvero al 3% (che sono rispettivamente la metà del minimo edittale del 3% e del 6%) a seconda che gli investimenti e le attività non dichiarate siano detenute in Stati collaborativi ovvero in Stati a fiscalità privilegiata.

Nei casi diversi dalle fattispecie sopracitati, l’art. 5-quinquies, comma 4, secondo periodo, prevede che la sanzione sarà determinata nella misura del minimo edittale ridotta di 1/4. In tali situazioni, quindi, la sanzione sarà pari al 2,25% ovvero al 4,5% (che sono rispettivamente 1/4 del minimo edittale del 3% e del 6%) a seconda che gli investimenti e le attività non dichiarate siano detenute in Stati White List ovvero in Stati non collaborativi.

Infine in caso di definizione agevolata delle sanzioni ex art. 16, comma 3, D.Lgs. n. 472/1997, il legislatore ha previsto che le sanzioni vengano ulteriormente ridotte a 1/3.

A COSA SERVE Art. 5 quarter comma I L 167/90
A regolarizzare le violazioni agli obblighi di dichiarazione annuale dei capitali detenuti all’estero compiute fino al 30 settembre 2014.

COME SI RICHIEDE Art. 5 quater comma I let. a) D.L. 167/90
L’autore della violazione deve indicare spontaneamente all’Amministrazione finanziaria, mediante la presentazione di apposita richiesta entro il 30 settembre 2015, tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, fornendo i relativi documenti e le informazioni per la determinazione dei redditi che servirono per costituirli o acquistarli, nonché dei redditi che derivano dalla loro dismissione o utilizzazione a qualunque titolo, unitamente ai documenti e alle informazioni per la determinazione degli eventuali maggiori imponibili agli effetti delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive, dell’imposta regionale sulle attività produttive, dei contributi previdenziali, dell’imposta sul valore aggiunto e delle ritenute, non connessi con le attività costituite o detenute all’estero.

COME FUNZIONA art. 5 quinquies, comma 8, primo periodo D.L. 167/90
Sulla base delle informazioni e dei documenti prodotti dal contribuente, l’Agenzia delle Entrate determina in maniera analitica tutte le imposte dovute (IRPEF, addizionali, imposte sostitutive, IRAP, IVA, ritenute e contributi previdenziali), maggiorate degli interessi.

PERIODO COPERTO Art. 5 quater comma 1 lett a) D.L. 167/90 ultimo periodo
Tutti i periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono scaduti i termini per l’accertamento o la contestazione della violazione degli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 1.

RADDOPPIO DEI TERMINI Art. 5 quater comma 4 D.L. 167/90 ultimo periodo
Ai soli fini della procedura di collaborazione volontaria, per la determinazione dei periodi d’imposta per i quali non sono scaduti i termini di accertamento, non si applica il raddoppio dei termini di cui al D.L. 78/2009 e successive modificazioni.

CAUSE OSTATIVE Art. 5 quater comma 2 D.L. 167/90 ultimo periodo
La collaborazione volontaria non è ammessa se la richiesta è presentata dopo che l’autore della violazione degli obblighi di dichiarazione abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie, relativi all’ambito oggettivo di applicazione della procedura di collaborazione volontaria indicato al comma 1 del presente articolo.


ESCLUSIONE PUNIBILITÀ PENALE Art. 5 quinquies comma 1 lett. a) e b) D.L. 167/90
Nei confronti del contribuente che si avvale della voluntary è esclusa la punibilità per i seguenti reati previsti dal D. Lgs n. 74/2000:

– dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2)
– dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art 3)
– dichiarazione infedele (art. 4),
– omessa dichiarazione (art. 5),
– omessa versamento di ritenute certificate (art. 10 bis)
– omesso versamento di IVA (art. 10 ter)

Esclusa anche l’applicazione delle sanzioni penali su riciclaggio e auto riciclaggio..

SANZIONI TRIBUTARIE DA MANCATA COMPILAZIONE QUADRI RW (1) Art. 5 quinquies comma 4 D.L. 167/90
Le sanzioni previste per la mancata compilazione del quadro RW (art. 5 comma 2 L 167/90) vengono ridotte alla metà del minimo edittale.

In sostanza la sanzione sul monitoraggio fiscale sarà pari allo 1,5% annuo dell’importo non dichiarato se i capitali sono detenuti in paesi collaborativi e all’3% annuo nei paesi black list
Il beneficio della riduzione delle sanzioni è riconosciuto a talune condizioni, primo tra tutti l’obbligo di trasferire in Italia o in un paese c.d. white list i capitali, oppure di consentire adeguata trasparenza se le attività vengono mantenute presso un intermediario estero.

SANZIONI TRIBUTARIE DA MANCATA COMPILAZIONE QUADRI RW (2) Sempre Art. 5 quinquies comma 4 D.L. 167/90
Se il contribuente sceglie altra via di regolarizzazione le sanzioni previste per la mancata compilazione del quadro RW vengono ridotte al minimo edittale ridotto di un quarto. In sostanza la sanzione sul monitoraggio fiscale sarà pari allo 2,25 % annuo dell’importo non dichiarato se i capitali sono detenuti in paesi collaborativi e all’4,5 % annuo nei paesi black list.

DEFINIZIONE AGEVOLATA SANZIONI TRIBUTARIE DA MANCATA COMPILAZIONE QUADRI RW (1) e (2)
In caso di definizione agevolata delle sanzioni ex art. 16, comma 3, D.Lgs. n. 472/1997, il legislatore prevede che sia per le ipotesi sub (1) che per tutti gli altri casi sub (2) le sanzioni vengano ulteriormente ridotte a 1/3. In sostanza la sanzione sul monitoraggio fiscale sarà pari allo 0,5 % (ovvero 1% per i casi di altra di via di regolarizzazione) annuo dell’importo non dichiarato se i capitali sono detenuti in paesi collaborativi e all’ 0,75 % (ovvero 1,5% per i casi di altra di via di regolarizzazione) annuo nei paesi black list.

SANZIONI TRIBUTARIE SU IMPOSTE Art. 5 quinquies comma 4 ultimo periodo D.L. 167/90
Nei confronti del contribuente che si avvale della procedura, la misura minima della sanzioni per le violazioni in materia di imposte è fissata al minimo edittale, ridotto di un quarto. Possibile anche in questo caso l’abbattimento fino a 1/6 del minimo dovuto all’adesione.
PAGAMENTO Art. 5 quater comma 1 lettera b) D.L. 167/90
Il contribuente deve versare le somme richieste dal fisco entro un termine variabile tra i 15 e i 60 giorni, a seconda del tipo di atto notificato dall’Agenzia. Esclusa la facoltà di compensare il quantum dovuto con eventuali crediti fiscali. Possibilità di versare in unica soluzione o in tre rate mensili.
SEGNALAZIONE AL P.M. Art. 5 quater comma 3 D.L. 167/90
Entro trenta giorni dalla data di esecuzione dei versamenti, l’Agenzia delle Entrate comunica all’autorità giudiziaria competente la conclusione della procedura di collaborazione volontaria, per l’utilizzo dell’informazione ai fini dell’esclusione della punibilità dell’autore della violazione per i reati tributari indicati dalla disposizione di cui all’art. 5 quinquies comma 1 lett. a) e b) D.L. 167/90.
CALCOLO A FORFAIT Art. 5 quinquies comma 8 e 9 D.L. 167/90
Nei casi in cui la media delle consistenze delle attività finanziarie detenute all’estero risultanti al termine di ciascun periodo d’imposta oggetto della collaborazione volontaria non ecceda il valore di 2 milioni di euro, il contribuente può chiedere il calcolo delle imposte a forfait, applicando l’aliquota del 27% su un rendimento presunto del 5% annuo.
Ai soli fini della procedura di collaborazione volontaria, la disponibilità delle attività finanziarie e patrimoniali oggetto di emersione si considera, salva prova contraria, ripartita, per ciascun periodo d’imposta, in quote eguali tra tutti coloro che al termine degli stessi ne avevano la disponibilità.
VOLUNTARY “INTERNA” art. 1, comma 2 L 186/2014
L’art. 1, comma 2, della Legge 15 dicembre 2014 n. 186 consente l’accesso alla volutary disclosure anche ai soggetti non tenuti alla compilazione del quadro RW secondo la disciplina del monitoraggio fiscale e quindi anche alle società di capitali. Di fatto tutti i contribuenti potranno sanare le violazioni degli obblighi di dichiarazione commesse fino al 30 settembre 2014, regolarizzando le imposte evase con modalità applicative simili alla voluntary disclosure “ordinaria”.
DISPOSIZIONI ATTUATIVE Art. 5 sexies D.L. 167/90
L’Agenzia delle entrate dovrà adottare un provvedimento attuativo entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. Tale provvedimento definirà in dettaglio le modalità di presentazione dell’istanza di collaborazione volontaria e il pagamento dei relativi debiti tributari.